
L’uomo ha smarrito la sua vera relazione con la Natura, mantenendosi in contatto con essa soltanto attraverso una mappa mentale.
Poiché l’esistenza è narrazione, tu, vivendo, metti sulla scena della vita un mito.
Puoi liberarti e riscattarti da esso soltanto quando riesci a “vederlo”.
Per fare ciò devi essere consapevole del fatto che, mentre racconti la tua storia, non sei solo, c’è qualcuno con te: può trattarsi della tua stessa mente che adopera un codice sociale, oppure dell’Anima che dimora nel mito naturale.
La prima, porta in essere limitazioni, sofferenze, morte e rappresenta il tentativo di esercitare un potere ed un controllo sulla Natura.
La seconda invece, si fonda su immortalità e libertà, libertà che può essere riscoperta prima di tutto tramite il funzionamento del sistema percettivo che, allo stato più istintivo ed innato, non coglie simultaneamente gli opposti, ma li registra danzando attraverso una eterna oscillazione dei sensi da uno stimolo al suo contrario, in un perpetuo stato di dinamismo che,
esula totalmente da una ordinaria ed impostata staticità.
La mente non ha altro modo di creare l’illusione del potere, se non limitando le infinite possibilità della materia e della realtà a una piccolissima porzione . . . quella che essa può controllare!
Quando la stessa si attacca ad uno stimolo, perché lo giudica più vantaggioso dell’antitetico,
semplicemente smette di percepire il suo inverso, ma lo stesso non viene affatto eliminato.
Per esempio, se la mente giudica la calma superiore alla tensione, può suggestionare l’organismo, anche ricorrendo a pratiche di rilassamento, al punto tale da indurre lo stesso a non sentirla, ma ciò non vuole dire che tale qualità non sia più presente!
Nulla può esistere nell’universo senza il suo rovescio.
Così facendo, la mente crea molteplici e quanto mai variegati limiti, come la malattia e la morte.
Decidendo di descrivere la manifestazione utilizzando la lama della morale, esercita dei veri e propri tagli, riducendo l’uomo ad un ruolo di vittima.
Il pensiero naturale estetico, non etico, è lo stato in cui tensione e calma sono due termini distinti ma non separati.
Distinti significa che la mente non è contemporaneamente in entrambi, ma oscilla da uno all’altro, non separati vuol dire che i campi opposti sono sempre presenti insieme.
L’etica rappresenta l’analisi, ovvero il ragionamento che l’uomo esercita sulla base della propria morale, che utilizza inesorabilmente il principio di causa ed effetto.
Ci vuole un’altra mente, capace di concepire le leggi della bellezza che sono progetti di relazione, armonia, equilibrio, inclusione, conoscenza, che non separano il bene dal male e non hanno altro sentimento oltre al desiderio di offrire il proprio corpo come rifugio, risvegliando l’essere dall’incubo dell’”io” diviso dal “tu”.
Per un minuto, almeno tre volte al giorno, prendi una posizione meditativa e mentalmente ripeti a te stesso queste parole:
“Il mio corpo è un’apparizione magica, è come il riflesso della luna sull’acqua, un’ombra senza carne né ossa, un miraggio che muta momento per momento, un sogno che la mente proietta, un’eco, un fantasma senza entità, una nuvola che cambia forma continuamente, un
arcobaleno bello e vivido ma senza sostanza, un lampo che rapidamente appare e svanisce, una bolla che si forma e scoppia all’improvviso, un riflesso in uno specchio che si manifesta vividamente ma è privo di sostanzialità.”
In Natura non esiste la sensazione della separazione che si nasconde nella rassegnazione ad essere schiavi del senso di un falso dovere, che impone di rispettare le regole anche quando le stesse appaiono ingiuste!
Lo Staff di Yoga Studio