AVVISO IMPORTANTE


Ricordiamo ai gentili allievi che domani,
MERCOLEDì 21 GIUGNO . . .

. . . alle 06.30 del mattino, come da tradizione in ogni cambio di stagione, al posto della sessione di Yoga Ormonale, verrà condotta la Pratica del Bardo
in presenza presso la Shala di Yoga Studio A.S.D. Ahimsa via U. Foscolo, 5 PN
online su Zoom ID: 931 539 0455 – Passcode: z1RpWg


. . . la lezione delle 18.30 si svolgerà solo in presenza in occasione dell’inaugurazione de La Bottega di Yoga Studio
presso Corte PolicretiCorso Vittorio Emanuele, 16 PN

Per ogni ulteriore chiarimento vi suggeriamo di contattare la segreteria via mail
info@yogastudio.it
o inviando un messaggio Whatsapp a
Elena 328 051 6259

Lo Staff di Yoga Studio


PRATICA DEL BARDO
Esiste, nel contesto dello Yoga più primitivo che geograficamente e nemmeno storicamente appare classificabile, un testo molto importante ed autorevole, si tratta del Bardo Thodol, II Libro Tibetano dei Morti, il cui insegnamento adeguatamente trasmesso da un maestro, non solo serve al viaggio del morente ma è anche una impareggiabile guida per la vita.
Sulla scia delle istruzioni del Bardo, colui che impartisce la pratica, può condurre nell’aldilà non solo i morenti, ma mediante l’estasi meditativa, anche coloro intendano ampliare il loro stato di coscienza e guarire dai blocchi generati dalla pressione alla quale la corazza dell’io li sottopone.
Viaggiare nella morte può essere uno strumento per favorire la guarigione e la crescita personale poiché, con il cessare di ogni attività mentale, tutti gli opposti vengono unificati in uno stato di perfetta Non Dualità.
Il Bardo insegna come nel processo della cosiddetta cessazione di ogni attività fisica, la conoscenza e la salvezza del piano spirituale si presentino sotto forma di luci abbaglianti, mentre il mondo ed il piano mentale in apparenza più rassicuranti, perdano la loro luminosità.
La prima grande prova che il morente deve superare per ottenere la liberazione è il riconoscimento della chiara luce della splendente vacuità, come vera natura di tutte le cose e dunque anche di se stesso, ricongiungendosi senza mai più separarsene all’infinita creatività dello Spirito.
Fallita la prima prova, il morente procede nel transito.
La sua coscienza allora, si dispiega dinnanzi a lui ed il piano esistenziale sperimentato in vita, si presenta sotto forma di visioni le quali, in base al karma accumulato, potranno apparire beate o terrifiche.
Per raggiungere la salvezza, sarà allora necessario riconoscere tutte le immagini, come prodotti dello stesso pensiero.
Sostanzialmente il Bardo insegna che tutto ciò che accade in vita è frutto di pura immaginazione.
Dunque tutto ciò a cui il morente ha assistiamo, cade sotto la sua responsabilità.
In effetti esiste un piano dell’essere in cui tra l’individuo, i suoi simili ed il resto della Natura
non esiste alcuna separazione.
Ne risulta allora che, la vera natura dell’essere, inconoscibile dalla mente, è universale!
La salvezza nella morte consiste nell’assumersi la responsabilità di ciò che si è, ritrovando se stessi oltre ogni illusione dell’io e della mente.
Ma . . . non esiste soltanto la morte fisica.
Saper morire alle proprie credenze in ogni istante della vita ed in totale assenza di sforzo, è la chiave del cambiamento!









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