
Ti è mai capitato di sentirti come un abitante marginale, un lupo solitario, una pecora nera, un alieno sfollato che costantemente guarda il mondo dal di fuori senza mai carpire pienamente quello sfuggente “senso di appartenenza”?
Questo isolamento profondo, spesso è il prezioso seme che da vita al maestoso albero della ricerca della libertà.
Esso inizialmente si manifesta attraverso quel timido germoglio capace alle volte di spaccare il catrame di una strada, facendo spiccare il suo verde brillante tra il grigiore dell’asfalto e sfidando i potenti pneumatici dei mezzi pesanti che la attraversano, procedendo imperterrito nella ricerca di un vero luogo da chiamare finalmente casa.
La sensazione di essere nomade e vagabondo in questa vita, indipendentemente da quanto tu sia vicino agli altri, comporta un motivo intrinseco e sotterraneo che alimenta il tuo sentire . . . e lo stesso non dipende assolutamente dal fatto che ci sia qualcosa di errato in te, ma ha a che fare con l’Anima, ovvero quella scintilla di verità assoluta che profondamente senti vibrare nel tuo cuore.
Ciascuno la possiede, ma non tutti sono in grado di continuare, nell’attraversare le peripezie del vivere quotidiano, a mantenere una connessione con essa.
In poche parole, tu che ti senti straniero e mai veramente visto od ascoltato, è semplicemente perché rimani attento a qualcosa che gli altri, oramai preda della misurabilità che il condizionamento sociale impone, hanno imparato ad ignorare.
Dimori costantemente in una situazione nella quale tutto appare superficiale e vuoto.
Nelle tue tue viscere, la sensazione che manchi sempre qualcosa, non ti abbandona mai del tutto, facendoti annegare nel mare di una crisi esistenziale.
Sentirsi un viaggiatore errante però, spesso porta ad un vero e proprio risveglio capace di condurti sulla strada della ricerca delle risposte più profonde e mai scontate.
Vivere in una società ossessionata dalla fama e dal raggiungimento di uno status symbol, è tremendamente isolante.
Integrare tutto ciò portandolo al di là di aggettivi quali “strano”, “incompreso”, “diverso”, “indegno” appare impresa quanto mai irraggiungibile.
Ignori un piccolo particolare: essere un estraneo è la vera e propria iniziazione sulla via della Ricerca!
Anima non ti chiede mai di essere più bravo degli altri ma, di realizzare costantemente la gioia perenne che risiede nel riconoscere la tua unicità.
Per fare questo sei disposto a sussurrare al tuo cuore “Io ti ascolto e ti vedo”, percorrendo strade che prima mai nessuno ha avuto il coraggio di calcare?
Sei disponibile a seguire il raggio traente . . . quello che inequivocabilmente proietta al tuo sguardo interiore, il sentiero del fuoco e della passione?
Scegli in ogni istante di riuscire a vedere quante azioni compi per un senso di obbedienza e . . . concediti di vivere la tua rabbia.
Sentila abitare le tue mandibole, i muscoli, gli organi più inabissati del tuo ventre.
Ricorda . . . il corpo è l’unica parte di te che collegandoti ad Anima, vive nel presente.
Trasforma poi la collera in determinazione . . . rendi quest’ultima lo strumento per servire la volontà di non accettare mai nessun compromesso, nutrendo con amore incondizionato la parte più creativa, selvatica, istintiva, potente e distruttiva di te!
Chiediti: “Qual è la maschera che indosso?”
Una per ogni volto che incontri!!!
Nella meraviglia del silenzio che contiene il seme della fede, guidato dagli occhi amorevoli della madre e dalla saggezza del padre che abitano il tuo scheletro, sfaldale tutte, una ad una.
Lo Staff di Yoga Studio