
Ben arrivato Inverno!
La morte che tu porti è presagio di un nuovo inizio.
Possa la tua energia essere dall’uomo riconosciuta come pura e splendente vacuità, nell’unione di tutti gli opposti.
Così come la morte e la vita si danno incessantemente l’una all’altra, ogni elemento racchiude nel cuore, il seme del suo opposto, secondo leggi di armonia e ritmo che non discriminano tra bene e male.
mercoledÌ 21 dicembre 2022 alle 06.30
in occasione del Solstizio d’Inverno
presso la Shala di Yoga Studio A.S.D. Ahimsa
In presenza o online accedendo all’aula virtuale Zoom
ci ritroveremo per
LA PRATICA DEL BARDO
con la quale cesseremo ogni sforzo, lasciando cadere speranze e paure ed abbandonandoci nelle mani dell’Assoluto.
Definita anche come Transito o Raggiungimento dello Stato Intermedio, appartiene agli insegnamenti della grande Liberazione attraverso l’Udire.
La partecipazione sarà libera, gratuita ed aperta anche ai non tesserati.
Se lo desideri puoi condividere questo invito con coloro pensi possano esserne interessati.
Ulteriori dettagli inviando una mail a
info@yogastudio.it
Con Amore e Gratitudine
Lo Staff di Yoga Studio
PRATICA DEL BARDO
Esiste, nel contesto dello Yoga più primitivo che geograficamente e nemmeno storicamente appare classificabile, un testo molto importante ed autorevole, si tratta del Bardo Thodol, II Libro Tibetano dei Morti, il cui insegnamento adeguatamente trasmesso da un maestro, non solo serve al viaggio del morente ma è anche una impareggiabile guida per la vita.
Sulla scia delle istruzioni del Bardo, colui che impartisce la pratica, può condurre nell’aldilà non solo i morenti ma,nmediante l’estasi meditativa, anche coloro intendano ampliare il loro stato di coscienza e guarire dai blocchi generati dalla pressione alla quale la corazza dell’io li sottopone.
Viaggiare nella morte può essere uno strumento per favorire la guarigione e la crescita personale poiché, con il cessare di ogni attività mentale, tutti gli opposti vengono unificati in uno stato di perfetta Non Dualità.
Il Bardo insegna come nel processo della cosiddetta cessazione di ogni attività fisica, la conoscenza e la salvezza del piano spirituale si presentino sotto forma di luci abbaglianti, mentre il mondo ed il piano mentale in apparenza più rassicuranti, perdano la loro luminosità.
La prima grande prova che il morente deve superare per ottenere la liberazione è il riconoscimento della chiara luce della splendente vacuità, come vera natura di tutte le cose e dunque anche di se stesso, ricongiungendosi senza mai più separarsene all’infinita creatività dello Spirito.
Fallita la prima prova, il morente procede nel transito.
La sua coscienza allora, si dispiega dinnanzi a lui ed il piano esistenziale sperimentato in vita, si presenta sotto forma di visioni le quali, in base al karma accumulato, potranno apparire beate o terrifiche.
Per raggiungere la salvezza, sarà allora necessario riconoscere tutte le immagini, come prodotti dello stesso pensiero.
Sostanzialmente il Bardo insegna che tutto ciò che accade in vita è frutto di pura immaginazione.
Dunque tutto ciò a cui il morente ha assistiamo, cade sotto la sua responsabilità.
In effetti esiste un piano dell’essere in cui tra l’individuo, i suoi simili ed il resto della Natura non esiste alcuna separazione.
Ne risulta allora che, la vera natura dell’essere, inconoscibile dalla mente, è universale!
La salvezza nella morte consiste nell’assumersi la responsabilità di ciò che si è, ritrovando se stessi oltre ogni illusione dell’io e della mente.
Ma . . . non esiste soltanto la morte fisica.
Saper morire alle proprie credenze in ogni istante della vita ed in totale assenza di sforzo, è la chiave del cambiamento!